VERTEP - spettacolo ucraino Natalizio, presepe vivente in Ucraina
Vertep, il teatro natalizio ucraino di marionette, ha il suo inizio nel XVII secolo. Secondo gli studiosi, che ne hanno scritto ed anche lo hanno mostrato, il teatro fu probabilmente fondato da studenti dell’Accademia di Kyiv, Questo teatro è diventato molto popolare e con il tempo si diffuse in tutta l’Ucraina.
Il teatro di marionette consisteva di una miniatura strutturata su due piani, che serviva come scena per l’azione. Gli attori sono stati prima burattini di legno. Ogni marionetta aveva un filo collegato ad una gamba e in questo modo il burattinaio era in grado di controllare il movimento della bambola, che si sposta avanti e indietro attraverso il verticale e orizzontale attraverso scanalature tagliate nei due piani della struttura.
Lo spettacolo aveva due atti distinti che potevano essere anche monotematici.
Il primo, che aveva luogo nel piano superiore del teatro in miniatura, aveva un tema religioso ed era di carattere didattico. Lo spettacolo presentava un pastore e il Re che era venuto a visitare il neonato Gesù. I pastori cantano canzoni e esultano per la sua nascita. C’era anche una scena con il pianto Rachel, i cui figli sono stati uccisi per ordine del re Erode.
Durante le vacanze di Natale, gli studenti passavano da una città all’atra, da un villaggio a un’atro, per ogni casa con il Vertep e ha dato buoni risultati, nata nuova tradizione.
Presepe vivente oggi
Oggi in Ucraina i presepi viventi sono molto popolari tra i ragazzi che visitano le famiglie con questo spettacolo di Natale.
Le famiglie accogono volentieri perchè con 10 minuti di spettacolo si può avere tutta la serata piena di gioia.
In casa il primo che entra è il portatore della stella. La stella è grande, fatta di carta colorata montata su un telaio di stecche di legno, illuminata da una candela o un faretto, con all’interno una rappresentazione della Natività. Spesso la stella ruota su un setaccio circolare.
Poi di seguito arrivano i bambini che vanno a cantare i “kolyadky” porgendo gli auguri di Natale, di salute, di benessere, di buon raccolto. In genere sono vestiti da pastori: chiedono il permesso di entrare in casa ed iniziano con un saluto in rima, seguito da alcuni canti natalizie, dopo di che danno luogo alla rappresentazione del presepe-teatrino (presepe vivente) con i personaggi della storia natalizia.
Molto interessante è la scena con “Erode”, rappresentazione che racconta la storia del re Erode il quale, alla notizia della nascita di Gesù, ordinò la strage di tutti i bambini. In questa messa in scena viene fatta giustizia ed il diavolo si porta via Erode facendogli tagliare la testa dalla Morte. Racconti su Erode vengono anche rappresentati nei teatrini delle marionette. Vi prendono parte vari personaggi come l’angelo, il diavolo, la morte, la strega, l’ebreo, lo zingaro. Ogni partecipante ha la propria parte, costume e testo.
La rappresentazione del presepe vivente ha la caratteristica di essere un teatrino viaggiante e di cercare il pubblico piuttosto che attenderlo. È uno spettacolo che deriva dai misteri religiosi medioevali. All’inizio dell’Avvento la persona più esperta sceglie gli attori. Si sceglie una casa dove si faranno le prove. I testi spesso sono recitati a memoria, alcune volte sono letti. Il regista assegna le parti e controlla la preparazione degli attori. Contemporaneamente si preparano i costumi. Una volta erano molto modesti: fatti con carte colorate o con pelli di pecora come le maschere indossate dall’ebreo e dal diavolo, mentre lo scettro o le spade erano di legno. Dopo la seconda guerra mondiale i costumi sono diventati sempre più appariscenti e preziosi.
La rappresentazione della scena con Erode è divisa in due parti: la prima, seria, mostra Erode come un tiranno che viene giustamente punito per aver causato la morte degli Innocenti; la seconda è scherzosa ed è improvvisata dall’ebreo che diverte il pubblico con il suo particolare humourismo. Alla fine la Morte, la Bida ”Povertà”, il Diavolo ed il Mendicante raccolgono le offerte.
Dopo lo spettacolo i pastori ringraziano formulando auguri per l’anno nuovo.
II gruppo riceve delle offerte, un tempo erano in natura (dolci, salumi ed altri cibi) ma oggi in denaro. Poi via, verso un’altra casa.
Altro spettacolo è leganoto al personaggio “caprone”.
Alcune volte questi gruppi sono accompagnati dal “caprone”. Il caprone è un ragazzo, vestito di una pelliccia di montone con il pelo rivoltato, che tiene in mano un bastone sul quale è infissa una testa di caprone con la mandibola inferiore mobile animata da uno spago che fa sbatte i denti.
La riuscita dello spettacolo dipende in gran misura dal talento e dall’inventiva. Il caprone attacca i presenti, spalanca la bocca, muggisce, saltella cercando di incornare le persone.
L’usanza di queste maschere-travestimenti di animali costituisce il retaggio delle antiche pratiche magiche tese ad assicurare l’abbondanza dei raccolti e degli allevamenti.
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